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la storia del judo

Maestro PAOLO BERRETTI cintura nera 6° Dan – La sua storia judoistica e la nascita del Team Romagna Judo
 
Nato a Lugo (RA) il 06-12-1946

Nell’Anno 1964 la Romagna, regione di grande passione e forti valori morali, non poteva che essere la terra più fertile per la diffusione di uno sport, il judo, che, tra le sue caratteristiche ha proprio la determinazione, la correttezza, il rispetto dell’avversario, il crescere assieme a quest’ultimo. Alla Romagna serviva soltanto un tramite, un appassionato romagnolo (non solo di nascita, ma per tutte le sue peculiarità) che veicolasse il sapere di Jigoro Kano alle generazioni a venire. Questa personalità l’ha trovata in Paolo Berretti.
La sua storia è la storia del Team Romagna Judo, sua “creatura”, che egli ha portato Paolo Berretti ha partecipato a tutta l’attività agonistica federale dal 1964 al 1976, è stato vincitore in numerosi tornei, alcuni dei quali internazionali. Per sette volte ha ottenuto il titolo di Campione Regionale, è stato Medaglia d’argento al Campionato Nazionale fino a cintura verde (Torneo Mare Adriatico) e Medaglia di bronzo al Campionato Italiano fino a cintura marrone (Torneo Mare Ionio).
Da semplice agonista, egli ha iniziato ad insegnare questa raffinata ed elegante disciplina giapponese, che Jigoro Kano elaborò a partire dall’arte marziale del jujitsu. I primi tempi furono abbastanza pionieristici, con mezzi che erano quelli strettamente necessari: un tappeto di paglia di riso ricoperto di tela e un piccolo spazio ritagliato nella palestra delle scuole elementari della cittadina di Castelbolognese. “Correva l’anno” 1972. Da allora sono passati trentacinque anni, tondi e completi, e trent’anni di Centro Avviamento allo Sport. Poi il primo “dojo”, nello scantinato dell’ex orfanotrofio con la formalizzazione di una ragione sociale, la nascita di un sodalizio sportivo (Judo club Castelbolognese) e di una dirigenza (il primo presidente fu Tullio Bolognini). Mentre egli stesso proseguiva nella sua carriera di agonista, Berretti avviò anche l’attività agonistica del suo club. Oltre ai brillanti risultati personali, (nel 1974 la Medaglia di Bronzo al Campionato Italiano Seniores e al Campionato Assoluto d’Italia svoltosi a Lugo di Romagna), i judokas da lui preparati, con la fattiva collaborazione di Giacinto Guerra e di Angelino Angelini (allora presidente del judo club Lugo), non tardano a ripagare il lavoro con le soddisfazioni: Stefano Cappai raggiunse il titolo nazionale. Nel 1977 dopo il corso in Federazione all’Accademia Nazionale di Judo (Corso “RO”)divenne allenatore, nel 1980 Istruttore, diventò cintura nera 2° Dan ,nel 1984 divene 3° Dan . Nel 1985, diviene maestro di judo.Risale a quegli anni anche la sua collaborazione con il sodalizio Cral Enichem di Ravenna e lo “sbarco” in quella città, con la sistemazione alla palestra Torrione (dal 1988 al 2003, prima del trasferimento nell’attuale sede, la palestra della scuola media Randi). Nello stesso periodo a Lugo di Romagna inizia l’esperienza con i bambini ai quali viene dedicato un corso, prima “precario” alla palestra Garibaldi, poi nella ex sala da ballo Enal dove viene sistemato un tatami fisso.
Una svolta importante per Berretti ed il suo sodalizio è stata la decisione di unire i dojo di Lugo di Romagna (che diventava anche sede del club), Ravenna e Castel Bolognese, sotto il nuovo nome di Team Romagna Judo, assumendone nel contempo la presidenza.
Nel frattempo Berretti ha proseguito la sua crescita judoistica diventando cintura nera 4° dan nel 1990 e 5° Dan nel 1995.
Il suo impegno totale, sia tecnico che gestionale per il Team Romagna judo ha fatto sì che si siano moltiplicate le soddisfazioni in termini di risultati conseguiti dai suoi atleti, che hanno portato il Team ad essere considerato la più competitiva società di judo in Emilia Romagna, la dodicesima in Italia ed uno dei sodalizi più impegnati sia nell’attività di promozione che nell’ attività agonistica.
Berretti fonde in sé i caratteri decisivi: la correttezza, la disciplina (richiesta agli allievi, ma sempre ripagata dal rispetto) la volontà di mettersi sempre in discussione, con tutti i judoka, dal più preparato al meno avvezzo, la volontà di raggiungere i risultati, l’onestà e la sincerità nei rapporti interpersonali, la disponibilità totale per i suoi allievi ed atleti ed una capacità infinita di lavoro e impegno sia sul tatami che in situazioni organizzative e gestionali. Tali doti sono state riconosciute, nel 2002, anche da Matteo Pellicone, presidente Fijlkam, che ha conferito al maestro lughese il VI dan, la cintura bianca/rossa, “honoris causa”.
La sua squadra annovera Campioni Italiani di categoria, altri atleti con possibilità di entrare nel giro delle rappresentative nazionali o già convocati per stages tecnici federali (Fabio Pucci, Tania Ferrera e Federica Tuccio) e, nel 2003, anche una Campionessa Europea, Laura Bucchi, il futuro rosa del judo azzurro. Laura è stata inoltre, più volte campionessa nazionale nelle categorie minori, tricolore assoluto e terza classificata agli Europei Juniores di Cipro 2000. Nel corso di tutti questi anni vissuti prima come agonista poi come maestro, Paolo Berretti ha avuto varie nomine di Commissario Tecnico e nel Febbraio 2005 è stato nominato per la quarta volta Commissario Tecnico Regionale. Sempre nel Febbraio 2005 il Consiglio Federale FILKAM ha conferito alla sua società sportiva la Medaglia d’Onore al Merito sportivo. Dall’inizio della sua carriera di Maestro a tutt’oggi sono passate sotto le sue mani ben 52 cinture nere.

 

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